Zuppetta di moscioli di Portonovo

Con il termine mosciolo, storpiatura del vernacolo anconetano della parola muscolo, si intende la cozza pescata nella zona di Portonovo di Ancona e precisamente nel tratto di mare che va da Pietralacroce ai Sassi Neri di Sirolo.

Il mosciolo racchiude in sé un significato del tutto particolare: si tratta infatti di una cozza selvaggia, uno degli ultimi esemplari che si riproduce in modo naturale e spontaneo, in quantità tali da poter essere pescato e venduto. La Riviera del Conero, proprio grazie alla sue acque purissime, è uno dei pochissimi tratti di costa in Italia, dove si verifica questo particolare fenomeno.

Il mosciolo presenta una conchiglia ovalinata, allungata e schiacciata nella parte opposta al bisso, ossia l’estremità con la quale si attacca agli scogli. Ha un colore nero violaceo all’esterno mentre nell’interno è madreperlaceo. La ricchezza di concrezioni e il tipico profumo di mare lo distinguono dalla classica cozza di allevamento. Caratteristica del mosciolo selvatico è il suo sapore molto forte: la sua carne è infatti molto gustosa, ricca di glicidi, sali minerali, vitamine e con pochissimi grassi.

Fino al secondo dopoguerra la pesca era effettuata con barche a remi, le batane, e rappresentava un'integrazione al reddito per i contadini e per le maestranze del porto di Ancona.
Inizialmente, l'attrezzo utilizzato per strappare i moscioli dagli scogli era simile ad un forcone. Col passare del tempo, invece è stata adottata la "moscioliniera", una lunga pertica con all’estremità dei denti di ferro ricurvi. Nonostante questo tipo di pesca fosse decisamente più invasivo, in quanto strappava sia i moscioli grandi sia quelli piccolissimi, paradossalmente ha contribuito alla loro proliferazione. Infatti, i moscioli più piccoli, ributtati in mare, sono sopravvissuti e hanno colonizzato nuove zone, popolando quasi tutti gli scogli sommersi del Conero. Oggi, vengono pescati esclusivamente da subacquei, muniti di appositi rampini, che manualmente procedono all’estrazione.

L’eccellente qualità, l’esiguo quantitativo disponibile in natura e l’assoluta necessità di preservarne la specie assicurandole la sopravvivenza hanno spinto Slow Food nel 2003 a costituire il Presidio del Mosciolo Selvatico di Portonovo.

I pescatori amano mangiare i moscioli appena raccolti, fragranti per il profumo delle alghe e del mare, aperti su una lastra posata sul fuoco, senza alcun condimento, oppure alla marinara, aperti in pentola con aglio, prezzemolo, olio e pepe.

Per non perdere le tradizioni della buona cucina regionale italiana anche allo Spaccio li serviamo così, alla marinara, con la sola aggiunta di una manciata di pomodorini pachino appassiti che conferiscono al piatto un gusto più rotondo e completo.

E come dicono gli anconetani…..‘non va usato il sale perché c'è il mare dentro’!

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